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Fonte "Il Sole 24 Ore"

Evasione fiscale: i Comuni avranno accesso ad affitti e utenze elettriche

Per i Comuni sono disponibili i dati dell'Anagrafe tributaria su utenze elettriche, contratti di locazione, denunce di successione per immobili che si trovano all'interno dei rispettivi ambiti territoriali. L'agenzia delle Entrate nei giorni scorsi ha infatti comunicato agli enti locali, attraverso il canale Siatel, che possono accedere a questi dati dell'Anagrafe tributaria, come previsto in un provvedimento della stessa Agenzia del 3 dicembre 2007. Per adesso il comunicato Siatel spiega che sono disponibili dal 29 settembre le utenze elettriche, il che significa pressappoco 40 milioni di soggetti segnalati, e che sono in fase di caricamento i dati relativi a locazioni e dichiarazioni di successione.Si tratta di elementi che dovevano essere disponibili entro tre mesi dal provvedimento del dicembre 2007, ma nel frattempo, con cambio di legislatura e maggioranza di governo, i tempi si sono rallentati. Anche la manovra d'estate però è tornata sulla necessità della collaborazione dei Comuni alla lotta all'evasione, dando così nuovo impulso all'operazione.
I dati che l'Agenzia mette a disposizione dei Comuni, rispetto a quanto previsto dal provvedimento del dicembre 2007, non includono ancora i bonifici per le ristrutturazioni edilizie e i dati sulle utenze diverse da quelle elettriche, anche perché queste ultime vengono ritenute particolarmente significative, in quanto il loro rapporto con i contribuenti in linea di massima è di uno a uno, cosa che non capita con altre utenze come per esempio quelle telefoniche.
Questi dati consentiranno soprattutto ai Comuni di verificare se ci sono delle evasioni in ordine ai tributi comunali. Grazie ai dati messi a disposizione dall'Anagrafe tributaria, infatti, i Comuni potranno verificare se i dati del Fisco corrispondono a quelli in proprio possesso e dall'incrocio di questi dati potranno accertare se ci sono contribuenti che evadono i tributi locali.
Ancora in fase di elaborazione, invece, i provvedimenti per le segnalazioni dalla periferia al centro. Secondo la manovra d'estate (Dl 112 del 2008, arricchendo peraltro le indicazioni della Finanziaria 2006) sia in tema di redditometro che di residenze fittizie all'estero, i Comuni sono chiamati a dare il proprio contributo. La campagna speciale prevista dal Dl 112 partirà nel 2009 e quindi alle Entrate si stanno preparando per la scadenza, facendo intanto una serie di "collaudi" con i Comuni maggiori, con i quali sono già state stipulate alcune convenzioni nelle settimane scorse. La sfida è però quella di mettere anche i Comuni più piccoli in condizioni di accedere al sistema, dando indicazioni che possano tradursi in accertamenti da parte del Fisco. Le segnalazioni al Fisco devono essere "qualificate": come chiarito dalla stessa agenzia delle Entrate nel provvedimento del dicembre 2007, devono cioè dare indicazioni significative, quindi certe e che superino un esame "costi-benefici" da parte degli uffici fiscali (si veda «Il Sole-24 Ore» del 15 settembre 2008). Il gettito della lotta all'evasione sarà assicurato ai Comuni quando si sarà tradotto in entrate definitive, tanto che le segnalazioni saranno tracciate lungo tutta la procedura che accompagna la pretesa tributaria.

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Lunedí 29 Giugno 2009
Fonte "Il Sole 24 Ore"

PAGINA A CURA DICristiano Dell'OsteSaverio Fossati

Edilizia - LOTTA ALL'EVASIONE
In casa irregolare un «cantiere» su tre

Tutto in nero non è quasi mai un affare, ma quanti l'hanno capito? Quando si tratta di ristrutturare casa, c'è sempre qualcuno che sceglie di non farsi fare la fattura. Gli sconti del Fisco, però, hanno cominciato a scalfire l'area dell'irregolarità. Nel 1998 – ha calcolato Il Sole 24 Ore – la detrazione del 41% era stata applicata a lavori per 1,56 miliardi di euro; nel 2006, invece, il 36% ha riguardato interventi per 4 miliardi. E se si guarda ai lavori effettuati l'anno scorso, si scopre che almeno due su tre hanno ottenuto la detrazione. Anche se, è bene non dimenticarlo, un terzo dei "cantieri domestici" resta indiziato di evasione. «Nella prima fase il 36% non ha fatto emergere nulla o quasi. Di fatto, lo usava chi faceva già lavori in regola. Poi l'emersione c'è stata, e ormai siamo di fronte a un meccanismo rodato», commenta Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, istituto di ricerche sull'edilizia. «Il fatto è che il mercato della riqualificazione è fatto da interventi diversissimi – prosegue –: ci sono grandi interventi e micro-lavori in cui si fa tutto in economia, o si ricorre all'amico, al conoscente... Qui la soglia tra intervento strutturato e autoprodotto è difficilissima da individuare». Che gli sconti fiscali abbiano contrastato il lavoro nero, comunque, lo dimostrano anche i dati dell'Istat. Nel 1998 le unità di lavoro irregolari nell'edilizia erano il 16,5% del totale (contro il 15,1% dell'intera economia). Nel 2006 – ultimo anno rilevato – il dato è sceso all'11%, contro il 12% di media. Spiega il colonnello Flavio Aniello, comandante comandante del nucleo speciale entrate della Guardia di finanza: «La detrazione innesca un conflitto di interessi tra l'evasore e il contribuente. Da un lato c'è un soggetto che vorrebbe fare tutto in nero; dall'altro c'è il contribuente che pretende la fattura e paga le spese con bonifico per ottenere la detrazione. E questa è senza dubbio un'arma vincente». Eppure, l'area del sommerso resta molto estesa, come dimostra anche l'operazione Pandora, condotta di recente dalla GdF, che tramite una serie di controlli informatici ha portato alla luce redditi evasi per circa 3 miliardi e almeno 500 milioni di Iva non dichiarata e non versata. Nel 2008 sono state inviate alle Entrate 391mila comunicazioni per il 36%, cui vanno aggiunte le 240mila pratiche per il 55 per cento. Ebbene, nello stesso anno, secondo il Cresme, in Italia sono stati eseguiti 956mila interventi di ristrutturazione e manutenzione (si veda la grafica in alto). In pratica, due lavori su tre sono stati "ufficiali". E gli altri? Tutti irregolari? Non necessariamente. Perché tra gli interventi censiti dal Cresme ce ne sono alcuni che potrebbero fruire di altre agevolazioni (come i pannelli fotovoltaici, con il conto energia) e altri che non godono del 36% a meno che non siano effettuati su parti comuni condominiali (come la sostituzione dei pavimenti). Senza contare che, per i lavori minori, molti contribuenti potrebbero aver rinunciato allo sconto fiscale. Il resto, però, è evasione. Manovali assunti in nero, fatture inferiori al valore reale, cantieri completamente irregolari. E c'è anche un'altra sfaccettatura del fenomeno, portata alla luce dall'operazione Pandora: le partita Iva fantasma, aperte e chiuse nel giro di qualche mese, solo per poter rilasciare la fattura ai clienti che la pretendono. «Lavorando a livello di banche dati – racconta Aniello – ci siamo trovati di fronte a imprenditori che avevano assolto tutti gli obblighi necessari a far beneficiare i propri clienti della detrazione, salvo poi sparire nel nulla. Il 67% dei 7.851 soggetti che abbiamo identificato erano evasori totali». Come dire: le detrazioni forse non hanno ancora cambiato la mentalità di certi impresari (e di certi clienti). Ma la tracciabilità dei pagamenti è un utilissimo strumento di indagine. Anche se, precisa Aniello, non consente di scovare le imprese del tutto irregolari, quelle che non hanno mai emesso una sola fattura: «Questo è compito dei reparti attivi sul territorio». Il sommerso, comunque, non è uniforme in tutta Italia. L'Ance, l'associazione nazionale dei costruttori, ha sommato tutte le comunicazioni per il 36% ricevute dalle Entrate dal 1998 al 2008 e le ha confrontate con il numero di abitazioni occupate censito dall'Istat nel 2001. Ecco il risultato, solo per citare i due casi-limite: negli ultimi dieci anni, in Trentino Alto Adige è stato ristrutturato con lo sconto fiscale il 38,6% delle case; in Calabria e Campania il 3,8 per cento. La differenza dipende da molti fattori – non ultimo la disponibilità di spesa delle famiglie – ma lascia intuire una diversa incidenza del sommerso. Non è un caso che la presenza delle forze di lavoro irregolari nelle costruzioni, misurata dall'Istat, sia più alta al Sud. «Nel Mezzogiorno il sommerso è sempre stato più pesante – commenta Bellicini del Cresme –. Pesano ragioni storiche, ma anche culturali. Per quanto possa essere antieconomico, per i lavori di piccolo importo c'è ancora chi pensa di far tutto in nero ed evitare almeno il pagamento dell'Iva». Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. © RIPRODUZIONE RISERVATAI numeri I LAVORI NEL 1998 1,56 miliardi Dieci anni fa, quando la detrazione per le ristrutturazioni era ancora pari al 41%, i contribuenti svolsero lavori per 1,56 miliardi (valore attualizzato al 2008). Il dato è stato calcolato dal Sole 24 Ore partendo dalla detrazione media annua resa nota dalle Entrate, pari a 472 euro

L'IMPORTO DEL 2006 4 miliardi Nel 2006, ultimo anno per cui sono disponibili i dati reddituali, i contribuenti hanno svolto lavori agevolati al 36% per 4 miliardi. Anche in questo caso, il dato è stato ricostruito dal Sole 24 Ore partendo dalla detrazione annua media (370 euro) e attualizzato al 2008IL 36% E IL 55% 631mila L'anno scorso i contribuenti hanno inviato all'agenzia delle Entrate oltre 391mila comunicazioni di inizio lavori per beneficiare del 36%, cui bisogna aggiungere 240mila pratiche inviate all'Enea per ottenere il bonus verde del 55 per centoLE RISTRUTTURAZIONI 956mila Secondo le rilevazioni del Cresme, istituto di ricerche specializzato nell'edilizia, l'anno scorso sono stati svolti 956mila interventi di ristrutturazione e manutenzione in casa, dai piccoli interventi alle ristrutturazioni globali, che sono il 13% del totale.

 

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